sabato 29 luglio 2017

Un altro segreto dell'Aprilia Caponord 1200

Ultimamente ho voluto rimettere a confronto la mia bella Aprilia con le concorrenti di più alto livello, che invece vantano tecniche di marketing ed il valore del brand più che affermato e di prestigio.

Così ho provato la mitica Ducati Multistrada 1200 e la piccola nata della famiglia 950. E come potevo esimermi dal provare anche la campionessa di vendite BMW R 1200 GS?

Ebbene, a parte la godereccia coppia ai bassi regimi che solo l'Aprilia sa regalare, mi sono accorto di un'altra chicca rispetto alle mitiche concorrenti.

Guidando devo dire con molto piacere le Ducati mi sono accorto di quanto fossi annoiato dall'aria calda del radiatore che mi riscaldava le gambe in una giornata caldissima ed afosa di Giugno, sia in movimento sia fermo ai semafori.

La prima domanda che mi son fatto è stata: "ma come mai sull'Aprilia non me ne sono mai accorto?"

Beh, ho continuato le mie prove senza poi entrare nei particolari cercando di valutare altre cose, come il piacere del sound Ducati, la progressione esaltante della piccola 950, e la comodità delle sospensioni e della protezione all'aria della 1200. Moto riuscitissime, anche se secondo me un po' care. Anche la GS si è comportata bene e come boxer scalda meno delle Ducati.

Tutto sommato, ritengo la Caponord il miglior compromesso tra le varie soluzioni e confermo a pieni voti la scelta.

Solo recentemente però, quando ho fatto il tagliando all'Aprilia, smontando il tutto con Fiore,


ho notato che subito dopo il radiatore dell'olio e dell'acqua c'è una parte in plastica che separa il flusso dell'aria convogliandolo verso il basso ed evitando che l'aria calda arrivi alle gambe, come invece la carenatura farebbe pensare.


Mi spiega Fiore che in effetti i ventilatori del radiatore spingono l'aria contro il senso di marcia così da non compromettere il comfort del pilota.


Ecco perché ritengo sia un peccato che un bel progetto come questo sia sparito dal mercato nonostante gli importanti investimenti ed l'ottimo risultato ottenuto in termini di comfort, maneggevolezza, piacere di guida.


Il serbatoio dell'Aprilia Caponord 1200

Il più delle persone, quando mi vedono al semaforo con la mia Aprilia Caponord 1200, si chiedono incuriositi che moto sia, e cercano con sguardo furtivo di carpire scritte sul serbatoio o sui fianchi che descriva il produttore ed il modello.
Molti motociclisti invece sanno che l'Aprilia Caponord 1200 è una bella moto anche se poco venduta e già fuori produzione per la questione Euro 4 (un'altra bufala europea, che affligge i costruttori per altro nessuno contesta).
Pochi invece sanno che la Caponord è una delle moto più piacevoli e ben riuscite di Aprilia, semplicemente perché pochi hanno avuto l'occasione di provarla.
Ancora meno persone conoscono quali siano i piccoli segreti costruttivi che rendono l'Aprilia Caponord un gioiello della tecnica motociclistica che non ha nulla da invidiare alle più prestigiose concorrenti, anzi, se non qualcosa da insegnare.
Pensando solo al serbatoio.
24 litri distribuiti non sopra ma piuttosto lateralmente alla geometria delle plastiche eterne che ne disegnano la sagoma, per arrivare ben sotto la sella, fino sopra il collettore di scarico con il vantaggio di offrire grande autonomia di percorrenza abbassando il più possibile il baricentro della moto.
E' Impressionante il dettaglio tecnico costruttivo e di progettazione del serbatoio.